Balaustra

Forse per dare l’impressione di minore distacco, anche visivamente, fra il sacerdote e il popolo di Dio, durante le celebrazioni religiose, il Concilio Vaticano II decise che il celebrante non mostrasse più le spalle ai fedeli, ma il suo volto. Lodevole iniziativa, naturalmente, ma che produsse qualche “inconveniente”. Nelle chiese si dovettero allestire nuovi altari o modificare lo spazio delle chiese riservato ai celebranti. La chiesa Madre di Corcumello, come ancora viene identificata la chiesa parrocchiale, dedicata a S. Nicola, fu privata della sua bella e storica balaustra, scolpita in pietra, posta su un piano rialzato rispetto alla navata riservata…

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Un documento dimenticato

Ho postato questo pezzo su facebook, ma penso che il suo luogo giusto sia sul sito di Corcumello: “Corcumello Village”, sul quale lo ripropongo, con qualche precisazione, nella speranza che sia di utilità al nostro paese. Corcumello, pur essendo un piccolo paese, ha molti reperti storici e culturali rappresentati da opere murarie, sculture, scritte su pietra e altro. Una scritta mi ha sempre incuriosito, forse perché l’avevo e l’ho ancora sotto mano, per così dire, ma anche perché non mi risulta che sia stata mai citata. Una scritta dimenticata quella scolpita sull’architrave di una porta secondaria che presumibilmente nei tempi…

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“Relatione” della visita del Principe di Corcumello

Il testo viene pubblicato così come inviato dall’autore del post. Un testo a quanto pare di letteratura “goliardica” – in particolare, questa versione appare “fortemente” rimaneggiata per fini umoristici – nato dall’interesse dei circoli artistici della Roma di fine Ottocento, impegnati tra le altre cose in rievocazioni ed elaborazioni storiche di mascherate carnevalesche, come la “Relatione di tutto l’occorso nella visita fatta da Sua Signoria Illustrissima Messere il Principe  di Corcumello e  Boccadoro ai suoi alti, bassi & mezzani Possedimenti“. Roma 1880. Gonnella Baruch, Relatione del Principe di Corcumello ai suoi dominii, Roma 1880 (tip. Forzani)

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Amarcord

Pubblico una foto scattata una ventina di anni fa (’96) in un Collamico ancora morfologicamente poco definito, a casa di Massimo, in quel momento oltremodo irrequieto perché reso infermo da una frattura capitatagli alla gamba destra. Tre amici e tre diverse personalità. Gino, da sotto il tavolo, cerca di infastidirlo, come si fa tra ragazzi, insultandolo amichevolmente e cercando di farlo urlare a forza di pizzicate. Ed io che lì per lì mi vergogno un po’, perché la cosa non era stata annunciata: non avevamo avvisato nessuno dei familiari che saremmo scesi da Corcumello per andarlo a trovare. Ma a Corcumello si…

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Schizzo, Scarzella e il sole che balla

Come fosse nata e diffusasi nei secoli a Corcumello quella storia o leggenda, come la si voglia chiamare, del sole che il giorno di San Giovanni Battista, 24 giugno, appena sorto all’alba si metta a danzare come un ballerino nel cielo, Dio solo lo sa. Nessuno ad oggi è in grado di ricordare. Nemmeno quel brav’uomo di Scarzella, che si era vantato di aver assistito anni prima al grandioso fenomeno. Nemmeno lui poi era in grado di spiegare che cosa c’entrasse Giovanni Battista con il sole che si dà alla danza. Giovanni predicava e battezzava nelle acque del fiume Giordano…

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Un santo nella Marsica terremotata: S. Luigi Guanella

Approfitto dello spazio offerto da “Corcumello Village” per un ricordo, da un punto di vista un pò diverso, del devastante terremoto del 13 gennaio 1915 ad Avezzano e dintorni. Lo faccio per il legame che ho con la Marsica e per l’affetto che mi lega a San Luigi Guanella, per me sempre: Don Guanella. Don Guanella, come è stato ricordato in questi giorni, è stato un protagonista nell’opera di soccorso e assistenza ai sopravvissuti. Non tutti sanno però che si fece anche cronista. Si recò ad Avezzano il 18 gennaio, accompagnato dal parroco di San Giuseppe al Trionfale, don Aurelio Bacciarini. La…

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Quando facéste jo terramuto

Riporto una testimonianza relativa al Terremoto del 1915 così come resa da mio nonno qualche anno prima che morisse. Antonio, allora, era un bimbo corcumellano di circa sei anni. – IO: No’, raccóntame po’ quando facéste jo terramuto! Comme te nne sî accórto? E la ggente che facéste? – ANTONIO: I’ me llo recordo póco, pecché tenéa a mmala pena se’ anni;  so’ nato agli nòve de Luglio millenovecentonòve. Quando facéste jo terramuto era jo millennovecentoquìnnici, agli trìdici de Jennàro,  ‘mbaccia alle òtto la mmatina. C’ èmmo tutti revìgli: mamma èra ggià appiccato jo cotturo pe’ ccòce la pulénna… Eh, allora chi ji tenéa i biscótti e tutta…

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L’Imele

L’IMELE! Che cos’è Imele? Per chi non è del posto l’Imele è il fiume Imele. Più semplicemente è: “Jo fiumo”. Un fiume caro a chi lo ha vissuto e lo vive! Piccolo fiume. Tuttavia  ha visto e racconta, oltre la vita di tutti i giorni degli abitanti dei paesi che attraversa, anche grandi eventi. Sgorga gorgogliando dalle viscere di Tagliacozzo, ma  la sua via inizia prima. Nelle montagne del gruppo Midia  o in quelle di Verrecchie, paese e luoghi alla periferia della provincia de L’Aquila e della Marsica. L’Imele, secondo qualche storico,  segnava il confine fra gli Equi, riva nord e i Marsi, sponda sud.I…

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Reloaded

Questa foto era già stata pubblicata diversi anni fa (quando non esisteva Facebook): ora ho deciso di riesumarla e di riproporla, perché manifesta chiaramente tutta la vitalità che Corcumello aveva nei primissimi anni del ‘900. Lo scatto dovrebbe essere avvenuto proprio nello spazio al di sotto della chiesa di S. Nicola (ai piedi della scalinata più corta): si tratta dejo scarparo Matte’ (il “ciabattino” Matteo – l’uomo seduto sulla destra con il grembiule da lavoro).

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Perché si dice: “Una sola volta passò Carlo per Fucino!”

A seguito della battaglia di Tagliacozzo tra Corradino e Carlo D’Angiò, i soldati francesi, spavaldi per la vittoria, si dettero a violenze e saccheggi in tutte le contrade della Marsica. Distrussero un notevole patrimonio artistico non ultimo il convento benedettino di Santa Maria in Valle Porclaneta e forse anche il cenobio, sempre benedettino, di Colle San Pietro nei pressi di Corcumello. E’ in ricordo a tale violenza che nella Marsica, ancora oggi, si ripete: “ Una sola volta passò Carlo per Fucino”. Il detto vuole significare che non si possono tollerare eventuali soprusi più di una volta e negli ultimi tempi che…

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