Un esperimento di traduzione

Jo surgio de campagna e jo surgio de città ‘No jorno ‘no surgitto de città ‘este a trovà jo coggino che abbitéa ’n campagna. ‘Sto coggino, mo’, era ssémbrice e ‘no póco ruzzo, ma oléa bbène ajo surgitto de’ città. Coscì, appena quìjo arrivéste, ci déste tutto quélo che tenéa: lo lardo, i faciój, lo pano e lo càcio. Jo surgitto de città, allora, appena vedéste quéle pòere cóse dicéste: “Propria non lo capìscio, coggì, comme fa’ a tirà annanzi co’ ‘ste pòche cóse. Véttenne co’ méco, te llo faccio veté j’ comme se campa! Bbasta che te nne vé…

Leggi tutto

Corcumello e i suoni per gli animali domestici

Da un mio post su facebook Inutile ricordare che ogni lingua codifica attraverso il proprio sistema fonetico i versi degli animali: se per un italiano il gatto solitamente fa “miao”, per un inglese fa “meeow”, per un tedesco “miau” e per un francese “miaou”, etc… (chi è interessato può consultare questo accurato studio dell’Università di Adelaide). A Corcumello? Ebbene per un corcumellano un gatto fa “gnàu” (che a volte oscilla, con altro accento, in “gnaù”). O almeno così mi è sembrato di intendere nella maggior parte dei casi. Soprattutto, in ogni società a base contadina – come quella corcumellana – si sviluppa una sorta di…

Leggi tutto

Le forme “antiche” nell’attualità del dialetto di Corcumello

Ad integrazione delle questioni emerse su Facebook di Alessandro Boccia e Nando Molinari. La domanda se esista oggi un dialetto corcumellano antico fa pensare che il problema sia squisitamente formale e che sia generato dall’avverbio ‘oggi’. Già, perché è il concetto di lingua in senso lato – e se si vuole anche quello di dialetto – che fa difficoltà a definirsi. E’ ovvio che l’idioma corcumellano “di oggi” non può di per sé essere antico se è parlato in questo momento. Se è così, però, a rigor di logica – o meglio, per far piacere ad Alessandro Boccia, direi “ontologicamente”…

Leggi tutto

L’origine del termine “Secoroncìcola”

In risposta a Francesco Eligi e Nando Molinari (da facebook): Francesco ha chiesto di fare luce su uno dei termini più difficili da spiegare del dialetto corcumellano. Credo in tutta onestà che dirlo su un ambiente come Facebook per me possa risultare un po’ fuori luogo, sia perché non sono abituato ad usarlo, sia perché l’argomentazione del discorso pretenderebbe pagine e pagine di spiegazioni, anziché poche righe contorte. A tal proposito, anche per non ammorbare quegli iscritti al gruppo che non vogliono sorbirsi la solfa della spiegazione – tuttavia necessaria – ho deciso di rispondere su questo spazio. Ci tengo…

Leggi tutto