Jo puzzo “Ricernale”

Una grotta naturale sita sul monte Arunzo, profonda circa dodici metri e in passato sicuramente nota agli abitanti di Corcumello e Capistrello (molto meno agli attuali giovani locali). La sua notorietà presso gli anziani è assicurata dal fatto che a Corcumello ci si rivolgeva a chi mangiasse molto dicendo: “Si sprefonnàto comme jo Puzzo Ricernale!”. Per approfondire vedi qui Su ipotesi e significato del termine ‘Ricernale’ vedi qui.

Leggi tutto

Un esperimento di traduzione

Jo surgio de campagna e jo surgio de città ‘No jorno ‘no surgitto de città ‘este a trovà jo coggino che abbitéa ’n campagna. ‘Sto coggino, mo’, era ssémbrice e ‘no póco ruzzo, ma oléa bbène ajo surgitto de’ città. Coscì, appena quìjo arrivéste, ci déste tutto quélo che tenéa: lo lardo, i faciój, lo pano e lo càcio. Jo surgitto de città, allora, appena vedéste quéle pòere cóse dicéste: “Propria non lo capìscio, coggì, comme fa’ a tirà annanzi co’ ‘ste pòche cóse. Véttenne co’ méco, te llo faccio veté j’ comme se campa! Bbasta che te nne vé…

Leggi tutto

Corcumello e i suoni per gli animali domestici

Da un mio post su facebook Inutile ricordare che ogni lingua codifica attraverso il proprio sistema fonetico i versi degli animali: se per un italiano il gatto solitamente fa “miao”, per un inglese fa “meeow”, per un tedesco “miau” e per un francese “miaou”, etc… (chi è interessato può consultare questo accurato studio dell’Università di Adelaide). A Corcumello? Ebbene per un corcumellano un gatto fa “gnàu” (che a volte oscilla, con altro accento, in “gnaù”). O almeno così mi è sembrato di intendere nella maggior parte dei casi. Soprattutto, in ogni società a base contadina – come quella corcumellana – si sviluppa una sorta di…

Leggi tutto

Camminata de l’Immerno

Sassi friddi e macère spóglie allisciate dajo témpo, sénza sòlo, all’appacìno. Fère ‘no vénto jelato, che quando se ‘ncanala pe’ ‘sta ruetta rendónne ‘no póco. ‘No jatto, méso ntesechito e co’ j’ócchi ‘ncagnati, se fèrma a vardàreme; però se reòta so’ pe’ ‘no mumento, po’ repìglia la via: ci te’ fame e s’ha ‘a ajna’, pecché jo jorno de l’Immérno è curto e fa notte lésto. Non ci sta ‘n’àlema pe’ lla via: ‘sta via che ‘orrìa sempre piéna e ‘mmece è vòta; che ogni ‘ota ‘e vvéngo me pare gnòva e ‘mméce è eterna.

Leggi tutto

Reloaded

Questa foto era già stata pubblicata diversi anni fa (quando non esisteva Facebook): ora ho deciso di riesumarla e di riproporla, perché manifesta chiaramente tutta la vitalità che Corcumello aveva nei primissimi anni del ‘900. Lo scatto dovrebbe essere avvenuto proprio nello spazio al di sotto della chiesa di S. Nicola (ai piedi della scalinata più corta): si tratta dejo scarparo Matte’ (il “ciabattino” Matteo – l’uomo seduto sulla destra con il grembiule da lavoro).

Leggi tutto

Le terre del Sacramento

“Le Terre del Sacramento”, dal romanzo di Francesco Jovine, è uno sceneggiato televisivo che la RAI ha pubblicato nel 1970. Le riprese risalgono a qualche anno prima e vengono effettuate non solo nei dintorni della campagna corcumellana (“Fontanile delle Castagne” etc..), ma all’interno dello stesso borgo di Corcumello. Inoltre si intravedono volti di figuranti che ai non più giovanissimi risulteranno sicuramente noti.   Sceneggiatura: Massimo Felisatti – Fabio Pittorru Regia: Silverio Blasi Cast: Renato De Carmine – Paola Pitagora – Adalberto Maria Merli – Nino Taranto – Stefano Satta Flores – Maria Fiore – Guido Alberti – Fosco Giachetti –…

Leggi tutto

Le forme “antiche” nell’attualità del dialetto di Corcumello

Ad integrazione delle questioni emerse su Facebook di Alessandro Boccia e Nando Molinari. La domanda se esista oggi un dialetto corcumellano antico fa pensare che il problema sia squisitamente formale e che sia generato dall’avverbio ‘oggi’. Già, perché è il concetto di lingua in senso lato – e se si vuole anche quello di dialetto – che fa difficoltà a definirsi. E’ ovvio che l’idioma corcumellano “di oggi” non può di per sé essere antico se è parlato in questo momento. Se è così, però, a rigor di logica – o meglio, per far piacere ad Alessandro Boccia, direi “ontologicamente”…

Leggi tutto

L’origine del termine “Secoroncìcola”

In risposta a Francesco Eligi e Nando Molinari (da facebook): Francesco ha chiesto di fare luce su uno dei termini più difficili da spiegare del dialetto corcumellano. Credo in tutta onestà che dirlo su un ambiente come Facebook per me possa risultare un po’ fuori luogo, sia perché non sono abituato ad usarlo, sia perché l’argomentazione del discorso pretenderebbe pagine e pagine di spiegazioni, anziché poche righe contorte. A tal proposito, anche per non ammorbare quegli iscritti al gruppo che non vogliono sorbirsi la solfa della spiegazione – tuttavia necessaria – ho deciso di rispondere su questo spazio. Ci tengo…

Leggi tutto