La Trebbiatura

Giseppe co’ jo sarrìcchio ‘n mano asciso alla bocchetta della trebbia tajéa sverto i manóppi dello rano. Se comenzéa cétto, puri co lla nebbia, pe’ evità de jorno, sudóro e callo; ‘n ze smettéa manco a mesojorno, e manco se ssèra rappullato jo vallo. Carri, aseni e bbòvi, tutt’ ‘ntorno; chi revenéa dalla terra co la trajjia, chi sfascéa la casaccia, chi facéa jo metóno, chi… sudato, ammucchiéa cama e pajjia, chi rrempiéa sacchi e saccute, chi… j’arcono. Chi aspettèa jo canistro tutt’ammannito che sotto ’n’ ólemo era bej’ e servito.

Leggi tutto

Giochi innocenti per bambini…

…No, non eravamo deficienti. Tutt’altro! Non eravamo nemmeno inventori. Secondo le circostanze e il tempo libero, semplicemente costruivamo i nostri giochi da soli o con l’aiuto dei grandi, seguendo gesti antichi, di un mondo quasi immobile rispetto alla frenesia di oggi. Premessa: questo non vuole essere un elenco di giochi per noi che li abbiamo fatti, ma un racconto, nemmeno esaustivo, per far conoscere come ci si divertiva allora. In illo tempore … e lo è quasi, visti gli anni trascorsi e soprattutto i cambiamenti avvenuti. Non vuole essere nemmeno un paragone con i giochi con cui ci si diverte…

Leggi tutto

Questo “benedetto” latinorum

La celebrazione delle primissime liturgie cristiane, ancora destrutturate e quasi esclusivamente incentrate sul rito dell’eucaristia, inizialmente veniva svolta nella lingua parlata nella Galilea dell’epoca, ovvero in un aramaico intriso di termini ebraici. Se è vero però che questo fu l’idioma di una iniziale propagazione del Cristianesimo, è altrettanto vero che nel corso dei secoli esso non contribuì ad una diffusione universale della nuova dottrina. E ciò, ovviamente, anche per motivi ideologico-propagandistici. È noto infatti che a veicolare in Oriente la fede cristiana nei primi secoli fu soprattutto la lingua greca, quella della koiné in cui è stato scritto – per…

Leggi tutto

Corcumello e il mare

Simbolica foto della metà degli anni ’60 che mi ha colpito molto, perché presenta una scena a dir poco surreale, quasi onirica: montanari (corcumellani in gita) a ridosso di un’imbarcazione ormeggiata nel golfo di Napoli.  E pensare che anche tra quei partecipanti, a quell’epoca, ci poteva essere chi non aveva ancora mai visto il mare… Fino alla metà degli anni ’50 per i corcumellani il mare evocava senza dubbio una dimensione aliena, un contesto geografico estraneo oltre che remoto.  Per un villaggio a vocazione agricolo-armentizia, abituato a vedersi circondato da montagne, abitato da una popolazione per lo più stanziale con un’economia…

Leggi tutto

Palmo, canna e coppa: unità di misura agrarie in un catasto del 1753

Interessanti informazioni relative ad antiche unità di misura sono contenute in una delle pagine che compongono un catasto di Corcumello datato al 1753 (Archivio Storico Comunale di Tagliacozzo, cat. V, cl. 6, v.18), dedicato a Carlo III Borbone (forse l’unico Borbone “illuminato”), redatto da Filippo Masci di Corcumello e convalidato dal notaio Antonio Martini di Scurcola Marsicana. Il catasto presenta un certo pregio artistico, perché Filippo Masci esorna le pagine con disegni di buona fattura, con sonetti e proverbi relativi alle attività agricole, composti sia nell’italiano dell’epoca sia in latino, e ispirati soprattutto al concetto aristotelico di arte che imita la…

Leggi tutto

Schizzo, Scarzella e il sole che balla

Come fosse nata e diffusasi nei secoli a Corcumello quella storia o leggenda, come la si voglia chiamare, del sole che il giorno di San Giovanni Battista, 24 giugno, appena sorto all’alba si metta a danzare come un ballerino nel cielo, Dio solo lo sa. Nessuno ad oggi è in grado di ricordare. Nemmeno quel brav’uomo di Scarzella, che si era vantato di aver assistito anni prima al grandioso fenomeno. Nemmeno lui poi era in grado di spiegare che cosa c’entrasse Giovanni Battista con il sole che si dà alla danza. Giovanni predicava e battezzava nelle acque del fiume Giordano…

Leggi tutto

Quando facéste jo terramuto

Riporto una testimonianza relativa al Terremoto del 1915 così come resa da mio nonno qualche anno prima che morisse. Antonio, allora, era un bimbo corcumellano di circa sei anni. – IO: No’, raccóntame po’ quando facéste jo terramuto! Comme te nne sî accórto? E la ggente che facéste? – ANTONIO: I’ me llo recordo póco, pecché tenéa a mmala pena se’ anni;  so’ nato agli nòve de Luglio millenovecentonòve. Quando facéste jo terramuto era jo millennovecentoquìnnici, agli trìdici de Jennàro,  ‘mbaccia alle òtto la mmatina. C’ èmmo tutti revìgli: mamma èra ggià appiccato jo cotturo pe’ ccòce la pulénna… Eh, allora chi ji tenéa i biscótti e tutta…

Leggi tutto

L’Imele

L’IMELE! Che cos’è Imele? Per chi non è del posto l’Imele è il fiume Imele. Più semplicemente è: “Jo fiumo”. Un fiume caro a chi lo ha vissuto e lo vive! Piccolo fiume. Tuttavia  ha visto e racconta, oltre la vita di tutti i giorni degli abitanti dei paesi che attraversa, anche grandi eventi. Sgorga gorgogliando dalle viscere di Tagliacozzo, ma  la sua via inizia prima. Nelle montagne del gruppo Midia  o in quelle di Verrecchie, paese e luoghi alla periferia della provincia de L’Aquila e della Marsica. L’Imele, secondo qualche storico,  segnava il confine fra gli Equi, riva nord e i Marsi, sponda sud.I…

Leggi tutto

Evviva San Lorenzo!

La mietitura del grano era terminata e anche tutte le spighe erano state raccolte.   Ci si dedicava alla trebbiatura, accompagnata dalle immancabili dispute su chi avesse la precedenza, in un terreno nei pressi del paese adattato ad aia, vicino Collamico, o alle “oleca” o all’ara dejo Carpenito, o dejo Tricagno, o in altro luogo facilmente raggiungibile con le trebbie azionate dagli assordanti scoppi del trattore Landini. Appena trebbiato ognuno riponeva i bianchi sacchi di grano nella propria casa accarezzandoli con lo sguardo, perché rappresentavano buona parte della vita dell’anno avvenire e il compenso e l’orgoglio per le fatiche del…

Leggi tutto

Seguito di “Le fémmone pe’ lla via”

Ogni riferimento a cose e persone è puramente casuale. Passa Nannina co’ ‘n’appanaturo ‘n capo. Rosina : da ‘ddó ne ve’ Nannì? Nannina : e.. che  ‘on lo vìdi? Marietta : eh… se véte sùbbito,… mo’ ci magnemo puri càe ciammellitto…Nannì pecché sta’ a preparà? Nannina : Addomà faccio cinquant’anni e tutte quéle cianchemóscie de cognàteme vôo fa’ ‘no renfrisco che ‘nfernisce mai pe’ ffa’ arruzza’ tutto jo Casarino. Rosina : Nannì… so ‘ntrasentìto caeccósa,… ma che ha succéso a jo furno? Nannina : saccio i’…è stato n’attimo, namentre (sic) stèmmo a caccia’ le pagnotte, Amalia de Zappacórta e Assunta la nasòna se so’ pijate pe’…

Leggi tutto

Le fémmone pe’ lla via

Ogni riferimento a cose e persone è puramente casuale Personaggi: Rosina, Mariuccia, Marietta, Sofia, Nicolina, Nannina, Rosinella Rosina: zitta Mariu’…famme ascìte a sta scaletta, me fao male le còsse. Mariuccia: e che si stata a ffa’? Rosina: sarrào stati i peti ‘mbussi, l’atra sera stéa a lava’ i scenneratùri e a resciacqua’ le linzióla alla fontana. (Intanto passa Marietta) Rosina: ammàppate (sic) Marie’…pe ddu’ jummelle de farina de turco, fino a mo’ si stata alla mola? Ma che… ci stéa tanta ggente? Marietta:  ‘n te ci mette puri tu! Quela ciuétta de Giuannèlla s’è messa a ciuettà co’ quio gobbo de jo…

Leggi tutto

Le terre del Sacramento

“Le Terre del Sacramento”, dal romanzo di Francesco Jovine, è uno sceneggiato televisivo che la RAI ha pubblicato nel 1970. Le riprese risalgono a qualche anno prima e vengono effettuate non solo nei dintorni della campagna corcumellana (“Fontanile delle Castagne” etc..), ma all’interno dello stesso borgo di Corcumello. Inoltre si intravedono volti di figuranti che ai non più giovanissimi risulteranno sicuramente noti.   Sceneggiatura: Massimo Felisatti – Fabio Pittorru Regia: Silverio Blasi Cast: Renato De Carmine – Paola Pitagora – Adalberto Maria Merli – Nino Taranto – Stefano Satta Flores – Maria Fiore – Guido Alberti – Fosco Giachetti –…

Leggi tutto