Il Quarantotto (e dintorni) di Corcumello

C’è un anno che è diventato sinonimo di casino per alcuni, per altri invece inizio di nuovo ordine politico e sociale. E’ il Quarantotto. Il 1848, per la precisione, anno in cui fremiti di libertà, indipendenza e conseguenti tumulti attraversarono mezza Europa, Italia compresa. Da quell’anno infatti, nonostante tutto, gli italiani, per restare a noi, o quelli che, secondo le aspettative dei padri della patria, erano candidati a diventare tali, incominciarono a parlare con più insistenza dell’Italia unita, sognando e progettando una patria comune per tutti gli abitanti dello stivale, “dalle Alpi al Lilibeo”, secondo il verso poetico di Manzoni, e…

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Quando repènzo…

“Con questa composizione dialettale in versi liberi e rimati, ho voluto fotografare uno spaccato di vita “corcumellana” di fine anni 50/ primi anni 60, quando io avevo appena dieci anni. Questo semplice modo di vivere ed i personaggi descritti mi sono rimasti sempre nella memoria, ma soprattutto nel cuore. . . chi sa forse anche a quanti di voi..” Lillóno QUANDO REPÈNZO… Era più notte che jorno, quando, ‘na sera de Luglio, tra ‘na canzone e n’atra deglio Chiochiaro. . . alla Spiazzetta pe’ avvisa’ la gente, se sentéa zi’ Pietro jetta’ jo banno pe’ ‘na cósa urgente! Cógli cotturigli…

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Il vecchio bar e… la Genesi

Non avevo mai notato l’iscrizione posta sulla porta principale di quello che una volta era il bar del nostro compianto Flavio Leone (per tutti i corcumellani Zi’ Fraviùccio). Credo che anche questo documento, così come l’altro situato nella chiesa di S. Antonio e riproposto poco tempo fa da Ettore Ruggeri, non sia stato mai recensito. Forse anche perché giace quasi occultato, tra uno stemma un po’ logoro della famiglia De Pontibus e una bella ma polverosa lampada che ricorda vagamente il gusto Liberty. Ho deciso dunque di provare a decifrarlo. Mi sembra che l’iscrizione possa essere inquadrabile nelle cosiddette capitali epigrafiche umanistiche, che si diffondono in Italia già nella prima metà del XV…

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Giochi innocenti per bambini…

…No, non eravamo deficienti. Tutt’altro! Non eravamo nemmeno inventori. Secondo le circostanze e il tempo libero, semplicemente costruivamo i nostri giochi da soli o con l’aiuto dei grandi, seguendo gesti antichi, di un mondo quasi immobile rispetto alla frenesia di oggi. Premessa: questo non vuole essere un elenco di giochi per noi che li abbiamo fatti, ma un racconto, nemmeno esaustivo, per far conoscere come ci si divertiva allora. In illo tempore … e lo è quasi, visti gli anni trascorsi e soprattutto i cambiamenti avvenuti. Non vuole essere nemmeno un paragone con i giochi con cui ci si diverte…

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Questo “benedetto” latinorum

La celebrazione delle primissime liturgie cristiane, ancora destrutturate e quasi esclusivamente incentrate sul rito dell’eucaristia, inizialmente veniva svolta nella lingua parlata nella Galilea dell’epoca, ovvero in un aramaico intriso di termini ebraici. Se è vero però che questo fu l’idioma di una iniziale propagazione del Cristianesimo, è altrettanto vero che nel corso dei secoli esso non contribuì ad una diffusione universale della nuova dottrina. E ciò, ovviamente, anche per motivi ideologico-propagandistici. È noto infatti che a veicolare in Oriente la fede cristiana nei primi secoli fu soprattutto la lingua greca, quella della koiné in cui è stato scritto – per…

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Corcumello e il mare

Simbolica foto della metà degli anni ’60 che mi ha colpito molto, perché presenta una scena a dir poco surreale, quasi onirica: montanari (corcumellani in gita) a ridosso di un’imbarcazione ormeggiata nel golfo di Napoli.  E pensare che anche tra quei partecipanti, a quell’epoca, ci poteva essere chi non aveva ancora mai visto il mare… Fino alla metà degli anni ’50 per i corcumellani il mare evocava senza dubbio una dimensione aliena, un contesto geografico estraneo oltre che remoto.  Per un villaggio a vocazione agricolo-armentizia, abituato a vedersi circondato da montagne, abitato da una popolazione per lo più stanziale con un’economia…

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Scripta manent

L’inaugurazione tenutasi lo scorso anno relativa al restauro della chiesa di S. Lorenzo ha indubbiamente riscosso un grande successo. L’eccezionalità dell’evento, infatti, ha doverosamente attirato la presenza di autorità sia laiche sia religiose, nonché – ma è scontato dirlo – di gran parte della popolazione, giustamente esaltata e spontaneamente felice nel vedere rimessa a nuovo la chiesa dedicata al patrono del proprio paese. Già, perché da molto tempo l’edificio – che, lo voglio ricordare, nasce a Corcumello come luogo di culto non destinato al pubblico, ma soltanto alle celebrazioni private della famiglia Vetoli – giaceva in uno stato di quasi abbandono. Così, in parte per…

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“Relatione” della visita del Principe di Corcumello

Il testo viene pubblicato così come inviato dall’autore del post. Un testo a quanto pare di letteratura “goliardica” – in particolare, questa versione appare “fortemente” rimaneggiata per fini umoristici – nato dall’interesse dei circoli artistici della Roma di fine Ottocento, impegnati tra le altre cose in rievocazioni ed elaborazioni storiche di mascherate carnevalesche, come la “Relatione di tutto l’occorso nella visita fatta da Sua Signoria Illustrissima Messere il Principe  di Corcumello e  Boccadoro ai suoi alti, bassi & mezzani Possedimenti“. Roma 1880. Gonnella Baruch, Relatione del Principe di Corcumello ai suoi dominii, Roma 1880 (tip. Forzani)

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Amarcord

Pubblico una foto scattata una ventina di anni fa (’96) in un Collamico ancora morfologicamente poco definito, a casa di Massimo, in quel momento oltremodo irrequieto perché reso infermo da una frattura capitatagli alla gamba destra. Tre amici e tre diverse personalità. Gino, da sotto il tavolo, cerca di infastidirlo, come si fa tra ragazzi, insultandolo amichevolmente e cercando di farlo urlare a forza di pizzicate. Ed io che lì per lì mi vergogno un po’, perché la cosa non era stata annunciata: non avevamo avvisato nessuno dei familiari che saremmo scesi da Corcumello per andarlo a trovare. Ma a Corcumello si…

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Schizzo, Scarzella e il sole che balla

Come fosse nata e diffusasi nei secoli a Corcumello quella storia o leggenda, come la si voglia chiamare, del sole che il giorno di San Giovanni Battista, 24 giugno, appena sorto all’alba si metta a danzare come un ballerino nel cielo, Dio solo lo sa. Nessuno ad oggi è in grado di ricordare. Nemmeno quel brav’uomo di Scarzella, che si era vantato di aver assistito anni prima al grandioso fenomeno. Nemmeno lui poi era in grado di spiegare che cosa c’entrasse Giovanni Battista con il sole che si dà alla danza. Giovanni predicava e battezzava nelle acque del fiume Giordano…

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Un santo nella Marsica terremotata: S. Luigi Guanella

Approfitto dello spazio offerto da “Corcumello Village” per un ricordo, da un punto di vista un pò diverso, del devastante terremoto del 13 gennaio 1915 ad Avezzano e dintorni. Lo faccio per il legame che ho con la Marsica e per l’affetto che mi lega a San Luigi Guanella, per me sempre: Don Guanella. Don Guanella, come è stato ricordato in questi giorni, è stato un protagonista nell’opera di soccorso e assistenza ai sopravvissuti. Non tutti sanno però che si fece anche cronista. Si recò ad Avezzano il 18 gennaio, accompagnato dal parroco di San Giuseppe al Trionfale, don Aurelio Bacciarini. La…

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Quando facéste jo terramuto

Riporto una testimonianza relativa al Terremoto del 1915 così come resa da mio nonno qualche anno prima che morisse. Antonio, allora, era un bimbo corcumellano di circa sei anni. – IO: No’, raccóntame po’ quando facéste jo terramuto! Comme te nne sî accórto? E la ggente che facéste? – ANTONIO: I’ me llo recordo póco, pecché tenéa a mmala pena se’ anni;  so’ nato agli nòve de Luglio millenovecentonòve. Quando facéste jo terramuto era jo millennovecentoquìnnici, agli trìdici de Jennàro,  ‘mbaccia alle òtto la mmatina. C’ èmmo tutti revìgli: mamma èra ggià appiccato jo cotturo pe’ ccòce la pulénna… Eh, allora chi ji tenéa i biscótti e tutta…

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