Via Santa Maria del Monte – Corcumello – Capistrello

Appena lasciato Corcumello, nella valle e per la strada antica che per secoli ha collegato il paese a Capistrello, troviamo un grande slargo pedemontano che viene chiamato piazza Santa Maria. Da questo slargo partono, e sono sempre partite, 2 strade: una a destra, Via Piana, che sale alla Forca del Girifalco; l’altra a sinistra, Via S. Maria che sale al sito religioso di Santa Maria del Monte sul Monte Arezzo. Questo slargo Piazza S. Maria ha rappresentato per secoli e millenni un vero snodo di traffico, di persone e merci, che dalle zone del lago Fucino si dirigevano verso la…

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Le feste corcumellane negli anni ’30

Pubblico alcune foto relative ai festeggiamenti dei Santi Lorenzo e Antonio, nonché delle ‘Madonne’, datate tra l’Agosto e il Settembre del 1932. Le foto appartengono ad una persona di Corcumello che ha deliberatamente deciso di rimanere nell’anonimato. Pur non comprendendo appieno i motivi della sua scelta, che rispetto, sono ad ogni modo grato a questa persona e la ringrazio per avermi concesso la visione, la riproduzione digitale e la pubblicazione di tali immagini, che indubbiamente, oggi, costituiscono una vera e propria rarità. Da quanto indicatomi, non tutte le foto si riferirebbero al 10 Agosto (festa di S. Lorenzo e S.…

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In attesa della Pasqua

Puntuali anche quell’anno erano tornati i Missionari. Li chiamarono “quelli con il cuore di legno”. Erano i religiosi Passionisti, che portavano, appeso alla tonaca nera, un cuore, scolpito probabilmente nel legno, trafitto da una corona di spine e sormontato dalla croce, per non scordare gli strumenti di sofferenza e di morte con cui Cristo aveva redento gli uomini. Tuttavia, nonostante i segni di sofferenza in bella vista sul loro petto, i missionari dimostravano di essere persone allegre e ottimiste, portatrici di cariche positive, che servivano di consolazione ai credenti e risvegliavano nei più disincantati e scettici, almeno per un certo…

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La “panetta” di San Nicola

La vita quotidiana di Corcumello -ma lo stesso è probabile che possa dirsi di quasi tutti i paesi a prevalente cultura pastorale e contadina- era permeata da un profondo senso di sacralità e religiosità. Sacra la vita, dono di Dio, sacra la terra, francescanamente nostra buona madre, perché  dà e  alimenta la vita. Ad essa era dedicata grande cura, dimostrata giorno dopo giorno col sudore versato dai suoi figli per lavorarla e per averne  sostentamento. Accarezzata con la zappa o penetrata con la vanga o lacerata dall’aratro, ogni contadino  sapeva come trattarla senza provocarle danni. Sacro era il pane. Era…

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Il vecchio bar e… la Genesi

Non avevo mai notato l’iscrizione posta sulla porta principale di quello che una volta era il bar del nostro compianto Flavio Leone (per tutti i corcumellani Zi’ Fraviùccio). Credo che anche questo documento, così come l’altro situato nella chiesa di S. Antonio e riproposto poco tempo fa da Ettore Ruggeri, non sia stato mai recensito. Forse anche perché giace quasi occultato, tra uno stemma un po’ logoro della famiglia De Pontibus e una bella ma polverosa lampada che ricorda vagamente il gusto Liberty. Ho deciso dunque di provare a decifrarlo. Mi sembra che l’iscrizione possa essere inquadrabile nelle cosiddette capitali epigrafiche umanistiche, che si diffondono in Italia già nella prima metà del XV…

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Questo “benedetto” latinorum

La celebrazione delle primissime liturgie cristiane, ancora destrutturate e quasi esclusivamente incentrate sul rito dell’eucaristia, inizialmente veniva svolta nella lingua parlata nella Galilea dell’epoca, ovvero in un aramaico intriso di termini ebraici. Se è vero però che questo fu l’idioma di una iniziale propagazione del Cristianesimo, è altrettanto vero che nel corso dei secoli esso non contribuì ad una diffusione universale della nuova dottrina. E ciò, ovviamente, anche per motivi ideologico-propagandistici. È noto infatti che a veicolare in Oriente la fede cristiana nei primi secoli fu soprattutto la lingua greca, quella della koiné in cui è stato scritto – per…

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Balaustra

Forse per dare l’impressione di minore distacco, anche visivamente, fra il sacerdote e il popolo di Dio, durante le celebrazioni religiose, il Concilio Vaticano II decise che il celebrante non mostrasse più le spalle ai fedeli, ma il suo volto. Lodevole iniziativa, naturalmente, ma che produsse qualche “inconveniente”. Nelle chiese si dovettero allestire nuovi altari o modificare lo spazio delle chiese riservato ai celebranti. La chiesa Madre di Corcumello, come ancora viene identificata la chiesa parrocchiale, dedicata a S. Nicola, fu privata della sua bella e storica balaustra, scolpita in pietra, posta su un piano rialzato rispetto alla navata riservata…

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Un documento dimenticato

Ho postato questo pezzo su facebook, ma penso che il suo luogo giusto sia sul sito di Corcumello: “Corcumello Village”, sul quale lo ripropongo, con qualche precisazione, nella speranza che sia di utilità al nostro paese. Corcumello, pur essendo un piccolo paese, ha molti reperti storici e culturali rappresentati da opere murarie, sculture, scritte su pietra e altro. Una scritta mi ha sempre incuriosito, forse perché l’avevo e l’ho ancora sotto mano, per così dire, ma anche perché non mi risulta che sia stata mai citata. Una scritta dimenticata quella scolpita sull’architrave di una porta secondaria che presumibilmente nei tempi…

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Assum est. Versa et Manduca!

Assum est, inquit, Versa et Manduca (Ambr. De Off. 1, 41, 207). Il 10 agosto del 258 d.C. veniva condannato a morte il diacono Lorenzo, che curava la parte amministrativa del Papa di allora, Sisto II. La condanna venne comminata dal Prefetto Cornelio Secolare, per volontà dell’imperatore Valeriano, il quale, a causa di difficoltà economiche sopraggiunte durante il suo pontificato, ordinò di requisire, oltre agli immobili, anche tutti i beni mobili della Chiesa. Lorenzo, però, all’atto della consegna, presentò al prefetto tutti quelli che egli considerava beni “mobili” della Chiesa: i poveri, i malati, le fanciulle, etc. Il prefetto si…

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Schizzo, Scarzella e il sole che balla

Come fosse nata e diffusasi nei secoli a Corcumello quella storia o leggenda, come la si voglia chiamare, del sole che il giorno di San Giovanni Battista, 24 giugno, appena sorto all’alba si metta a danzare come un ballerino nel cielo, Dio solo lo sa. Nessuno ad oggi è in grado di ricordare. Nemmeno quel brav’uomo di Scarzella, che si era vantato di aver assistito anni prima al grandioso fenomeno. Nemmeno lui poi era in grado di spiegare che cosa c’entrasse Giovanni Battista con il sole che si dà alla danza. Giovanni predicava e battezzava nelle acque del fiume Giordano…

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Un santo nella Marsica terremotata: S. Luigi Guanella

Approfitto dello spazio offerto da “Corcumello Village” per un ricordo, da un punto di vista un pò diverso, del devastante terremoto del 13 gennaio 1915 ad Avezzano e dintorni. Lo faccio per il legame che ho con la Marsica e per l’affetto che mi lega a San Luigi Guanella, per me sempre: Don Guanella. Don Guanella, come è stato ricordato in questi giorni, è stato un protagonista nell’opera di soccorso e assistenza ai sopravvissuti. Non tutti sanno però che si fece anche cronista. Si recò ad Avezzano il 18 gennaio, accompagnato dal parroco di San Giuseppe al Trionfale, don Aurelio Bacciarini. La…

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Evviva San Lorenzo!

La mietitura del grano era terminata e anche tutte le spighe erano state raccolte.   Ci si dedicava alla trebbiatura, accompagnata dalle immancabili dispute su chi avesse la precedenza, in un terreno nei pressi del paese adattato ad aia, vicino Collamico, o alle “oleca” o all’ara dejo Carpenito, o dejo Tricagno, o in altro luogo facilmente raggiungibile con le trebbie azionate dagli assordanti scoppi del trattore Landini. Appena trebbiato ognuno riponeva i bianchi sacchi di grano nella propria casa accarezzandoli con lo sguardo, perché rappresentavano buona parte della vita dell’anno avvenire e il compenso e l’orgoglio per le fatiche del…

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