L’ara “Tascarella”

Se stéa a ffa’ notte notte all’ara Tascarella… …’n’àsena e …’na ‘oce: “fìcora bella…, fìcora bella”. Carminuccio a jo pannono se lla pippéa, j’atri aspettéano jo vénto, che non aléa. “Fìcora bella, fìcora bella …alla pari se scagna: ‘no sacco de turco, ‘no cisto de fìcore belle”. J’affaro s’è fatto…, e mo’ se magna, se magna. La notte è calata e se contano le stelle. Se strégne Arberico, Carluccio e Righèlla, ‘ner méntre lontano canta la Campanella. Se strégne ‘Merìco, Giuanni e Manciarégli che repète e repète: “so’ bégli!… so’ bégli!”. FacebookTwitterPinterest

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A proposito di montoni, pecore e agnelli

Il nostro paese ha avuto da sempre una vocazione armentizia, ieri ancor più di oggi. Ma che ne sappiamo di pecore, agnelli e montoni? Sentite questa! ….” Secondo le costanti osservazioni di tutt’ i naturalisti, la gravidanza delle pecore dura per cento cinquanta giorni; gli antichi credevano , che l’ Autunno fosse il tempo più propizio al parto di quegli animali; perciò faceano seguire la loro unione co’ montoni fra i mesi di Maggio, e Giugno: ma i pastori concorsi in Dogana ( ovvero dediti alla transumanza – è la Dogana di Puglia ) non hanno sempre usata la stessa economia; gli…

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Perché si dice: “Una sola volta passò Carlo per Fucino!”

A seguito della battaglia di Tagliacozzo tra Corradino e Carlo D’Angiò, i soldati francesi, spavaldi per la vittoria, si dettero a violenze e saccheggi in tutte le contrade della Marsica. Distrussero un notevole patrimonio artistico non ultimo il convento benedettino di Santa Maria in Valle Porclaneta e forse anche il cenobio, sempre benedettino, di Colle San Pietro nei pressi di Corcumello. E’ in ricordo a tale violenza che nella Marsica, ancora oggi, si ripete: “ Una sola volta passò Carlo per Fucino”. Il detto vuole significare che non si possono tollerare eventuali soprusi più di una volta e negli ultimi tempi che…

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L’origine del termine “Secoroncìcola”

In risposta a Francesco Eligi e Nando Molinari (da facebook): Francesco ha chiesto di fare luce su uno dei termini più difficili da spiegare del dialetto corcumellano. Credo in tutta onestà che dirlo su un ambiente come Facebook per me possa risultare un po’ fuori luogo, sia perché non sono abituato ad usarlo, sia perché l’argomentazione del discorso pretenderebbe pagine e pagine di spiegazioni, anziché poche righe contorte. A tal proposito, anche per non ammorbare quegli iscritti al gruppo che non vogliono sorbirsi la solfa della spiegazione – tuttavia necessaria – ho deciso di rispondere su questo spazio. Ci tengo…

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