Il Quarantotto (e dintorni) di Corcumello

C’è un anno che è diventato sinonimo di casino per alcuni, per altri invece inizio di nuovo ordine politico e sociale. E’ il Quarantotto. Il 1848, per la precisione, anno in cui fremiti di libertà, indipendenza e conseguenti tumulti attraversarono mezza Europa, Italia compresa. Da quell’anno infatti, nonostante tutto, gli italiani, per restare a noi, o quelli che, secondo le aspettative dei padri della patria, erano candidati a diventare tali, incominciarono a parlare con più insistenza dell’Italia unita, sognando e progettando una patria comune per tutti gli abitanti dello stivale, “dalle Alpi al Lilibeo”, secondo il verso poetico di Manzoni, e…

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Quando repènzo…

“Con questa composizione dialettale in versi liberi e rimati, ho voluto fotografare uno spaccato di vita “corcumellana” di fine anni 50/ primi anni 60, quando io avevo appena dieci anni. Questo semplice modo di vivere ed i personaggi descritti mi sono rimasti sempre nella memoria, ma soprattutto nel cuore. . . chi sa forse anche a quanti di voi..” Lillóno QUANDO REPÈNZO… Era più notte che jorno, quando, ‘na sera de Luglio, tra ‘na canzone e n’atra deglio Chiochiaro. . . alla Spiazzetta pe’ avvisa’ la gente, se sentéa zi’ Pietro jetta’ jo banno pe’ ‘na cósa urgente! Cógli cotturigli…

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La Trebbiatura

Giseppe co’ jo sarrìcchio ‘n mano asciso alla bocchetta della trebbia tajéa sverto i manóppi dello rano. Se comenzéa cétto, puri co lla nebbia, pe’ evità de jorno, sudóro e callo; ‘n ze smettéa manco a mesojorno, e manco se ssèra rappullato jo vallo. Carri, aseni e bbòvi, tutt’ ‘ntorno; chi revenéa dalla terra co la trajjia, chi sfascéa la casaccia, chi facéa jo metóno, chi… sudato, ammucchiéa cama e pajjia, chi rrempiéa sacchi e saccute, chi… j’arcono. Chi aspettèa jo canistro tutt’ammannito che sotto ’n’ ólemo era bej’ e servito. FacebookTwitterPinterest

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Corcumello e la geografia marsicana ai tempi del Febonio

Guardando la carta topografica della Dioecesis Marsorum (Diocesi dei Marsi) allegata alla Storia dei Marsi di Muzio Febonio (M. Febonio, Historiae Marsorum libri tres una cum eorundem Episcoporum catalogo, Neapolis 1678) si ha subito l’impressione che qualcosa non quadri. Chiunque abbia familiarità con la geografia marsicana nota che il Fucino è per così dire rovesciato e che, di conseguenza, è piuttosto difficoltoso trovare ciò che oggi in qualsiasi cartina geografica verrebbe individuato in pochi istanti. L’orientamento spaziale di chi consulta la carta della Dioecesis Marsorum, infatti, è pressoché opposto a quello standard utilizzato nelle moderne mappe. Se si prende come riferimento il lago Fucino, appare subito chiaro che le direttrici Ovest-Est e Nord-Sud…

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Il vecchio bar e… la Genesi

Non avevo mai notato l’iscrizione posta sulla porta principale di quello che una volta era il bar del nostro compianto Flavio Leone (per tutti i corcumellani Zi’ Fraviùccio). Credo che anche questo documento, così come l’altro situato nella chiesa di S. Antonio e riproposto poco tempo fa da Ettore Ruggeri, non sia stato mai recensito. Forse anche perché giace quasi occultato, tra uno stemma un po’ logoro della famiglia De Pontibus e una bella ma polverosa lampada che ricorda vagamente il gusto Liberty. Ho deciso dunque di provare a decifrarlo. Mi sembra che l’iscrizione possa essere inquadrabile nelle cosiddette capitali epigrafiche umanistiche, che si diffondono in Italia già nella prima metà del XV…

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Giochi innocenti per bambini…

…No, non eravamo deficienti. Tutt’altro! Non eravamo nemmeno inventori. Secondo le circostanze e il tempo libero, semplicemente costruivamo i nostri giochi da soli o con l’aiuto dei grandi, seguendo gesti antichi, di un mondo quasi immobile rispetto alla frenesia di oggi. Premessa: questo non vuole essere un elenco di giochi per noi che li abbiamo fatti, ma un racconto, nemmeno esaustivo, per far conoscere come ci si divertiva allora. In illo tempore … e lo è quasi, visti gli anni trascorsi e soprattutto i cambiamenti avvenuti. Non vuole essere nemmeno un paragone con i giochi con cui ci si diverte…

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Questo “benedetto” latinorum

La celebrazione delle primissime liturgie cristiane, ancora destrutturate e quasi esclusivamente incentrate sul rito dell’eucaristia, inizialmente veniva svolta nella lingua parlata nella Galilea dell’epoca, ovvero in un aramaico intriso di termini ebraici. Se è vero però che questo fu l’idioma di una iniziale propagazione del Cristianesimo, è altrettanto vero che nel corso dei secoli esso non contribuì ad una diffusione universale della nuova dottrina. E ciò, ovviamente, anche per motivi ideologico-propagandistici. È noto infatti che a veicolare in Oriente la fede cristiana nei primi secoli fu soprattutto la lingua greca, quella della koiné in cui è stato scritto – per…

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Corcumello e il mare

Simbolica foto della metà degli anni ’60 che mi ha colpito molto, perché presenta una scena a dir poco surreale, quasi onirica: montanari (corcumellani in gita) a ridosso di un’imbarcazione ormeggiata nel golfo di Napoli.  E pensare che anche tra quei partecipanti, a quell’epoca, ci poteva essere chi non aveva ancora mai visto il mare… Fino alla metà degli anni ’50 per i corcumellani il mare evocava senza dubbio una dimensione aliena, un contesto geografico estraneo oltre che remoto.  Per un villaggio a vocazione agricolo-armentizia, abituato a vedersi circondato da montagne, abitato da una popolazione per lo più stanziale con un’economia…

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Balaustra

Forse per dare l’impressione di minore distacco, anche visivamente, fra il sacerdote e il popolo di Dio, durante le celebrazioni religiose, il Concilio Vaticano II decise che il celebrante non mostrasse più le spalle ai fedeli, ma il suo volto. Lodevole iniziativa, naturalmente, ma che produsse qualche “inconveniente”. Nelle chiese si dovettero allestire nuovi altari o modificare lo spazio delle chiese riservato ai celebranti. La chiesa Madre di Corcumello, come ancora viene identificata la chiesa parrocchiale, dedicata a S. Nicola, fu privata della sua bella e storica balaustra, scolpita in pietra, posta su un piano rialzato rispetto alla navata riservata…

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Un documento dimenticato

Ho postato questo pezzo su facebook, ma penso che il suo luogo giusto sia sul sito di Corcumello: “Corcumello Village”, sul quale lo ripropongo, con qualche precisazione, nella speranza che sia di utilità al nostro paese. Corcumello, pur essendo un piccolo paese, ha molti reperti storici e culturali rappresentati da opere murarie, sculture, scritte su pietra e altro. Una scritta mi ha sempre incuriosito, forse perché l’avevo e l’ho ancora sotto mano, per così dire, ma anche perché non mi risulta che sia stata mai citata. Una scritta dimenticata quella scolpita sull’architrave di una porta secondaria che presumibilmente nei tempi…

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Palmo, canna e coppa: unità di misura agrarie in un catasto del 1753

Interessanti informazioni relative ad antiche unità di misura sono contenute in una delle pagine che compongono un catasto di Corcumello datato al 1753 (Archivio Storico Comunale di Tagliacozzo, cat. V, cl. 6, v.18), dedicato a Carlo III Borbone (forse l’unico Borbone “illuminato”), redatto da Filippo Masci di Corcumello e convalidato dal notaio Antonio Martini di Scurcola Marsicana. Il catasto presenta un certo pregio artistico, perché Filippo Masci esorna le pagine con disegni di buona fattura, con sonetti e proverbi relativi alle attività agricole, composti sia nell’italiano dell’epoca sia in latino, e ispirati soprattutto al concetto aristotelico di arte che imita la…

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Assum est. Versa et Manduca!

Assum est, inquit, Versa et Manduca (Ambr. De Off. 1, 41, 207). Il 10 agosto del 258 d.C. veniva condannato a morte il diacono Lorenzo, che curava la parte amministrativa del Papa di allora, Sisto II. La condanna venne comminata dal Prefetto Cornelio Secolare, per volontà dell’imperatore Valeriano, il quale, a causa di difficoltà economiche sopraggiunte durante il suo pontificato, ordinò di requisire, oltre agli immobili, anche tutti i beni mobili della Chiesa. Lorenzo, però, all’atto della consegna, presentò al prefetto tutti quelli che egli considerava beni “mobili” della Chiesa: i poveri, i malati, le fanciulle, etc. Il prefetto si…

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