Via Santa Maria del Monte – Corcumello – Capistrello

Appena lasciato Corcumello, nella valle e per la strada antica che per secoli ha collegato il paese a Capistrello, troviamo un grande slargo pedemontano che viene chiamato piazza Santa Maria. Da questo slargo partono, e sono sempre partite, 2 strade: una a destra, Via Piana, che sale alla Forca del Girifalco; l’altra a sinistra, Via S. Maria che sale al sito religioso di Santa Maria del Monte sul Monte Arezzo. Questo slargo Piazza S. Maria ha rappresentato per secoli e millenni un vero snodo di traffico, di persone e merci, che dalle zone del lago Fucino si dirigevano verso la…

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Riflessioni di Settimio nel gelo

…all’amica Nadia di Segni, che sola crede che io debba continuare a scrivere… Un mio zio, dal parlare fluido e colorito, inframezzato da imprecazioni e a volte da bestemmie, che non sembravano tali, tanto gli venivano spontanee, mi raccontava spesso, pensando di non averlo mai fatto prima, una storia, che ebbe come protagonisti un suo cugino, che chiamerò Settimio, e don Alessandro Vetoli. Il sottoscritto, data la sua tenera età all’epoca del racconto, si scusa per non essere riuscito a capire dove finiva la verità e dove iniziava l’invenzione. C’è voluto non poco impegno per ricostruire l’avventura di Settimio alle…

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In attesa della Pasqua

Puntuali anche quell’anno erano tornati i Missionari. Li chiamarono “quelli con il cuore di legno”. Erano i religiosi Passionisti, che portavano, appeso alla tonaca nera, un cuore, scolpito probabilmente nel legno, trafitto da una corona di spine e sormontato dalla croce, per non scordare gli strumenti di sofferenza e di morte con cui Cristo aveva redento gli uomini. Tuttavia, nonostante i segni di sofferenza in bella vista sul loro petto, i missionari dimostravano di essere persone allegre e ottimiste, portatrici di cariche positive, che servivano di consolazione ai credenti e risvegliavano nei più disincantati e scettici, almeno per un certo…

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La “panetta” di San Nicola

La vita quotidiana di Corcumello -ma lo stesso è probabile che possa dirsi di quasi tutti i paesi a prevalente cultura pastorale e contadina- era permeata da un profondo senso di sacralità e religiosità. Sacra la vita, dono di Dio, sacra la terra, francescanamente nostra buona madre, perché  dà e  alimenta la vita. Ad essa era dedicata grande cura, dimostrata giorno dopo giorno col sudore versato dai suoi figli per lavorarla e per averne  sostentamento. Accarezzata con la zappa o penetrata con la vanga o lacerata dall’aratro, ogni contadino  sapeva come trattarla senza provocarle danni. Sacro era il pane. Era…

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Il Quarantotto (e dintorni) di Corcumello

C’è un anno che è diventato sinonimo di casino per alcuni, per altri invece inizio di nuovo ordine politico e sociale. E’ il Quarantotto. Il 1848, per la precisione, anno in cui fremiti di libertà, indipendenza e conseguenti tumulti attraversarono mezza Europa, Italia compresa. Da quell’anno infatti, nonostante tutto, gli italiani, per restare a noi, o quelli che, secondo le aspettative dei padri della patria, erano candidati a diventare tali, incominciarono a parlare con più insistenza dell’Italia unita, sognando e progettando una patria comune per tutti gli abitanti dello stivale, “dalle Alpi al Lilibeo”, secondo il verso poetico di Manzoni, e…

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