Un santo nella Marsica terremotata: S. Luigi Guanella

Approfitto dello spazio offerto da “Corcumello Village” per un ricordo, da un punto di vista un pò diverso, del devastante terremoto del 13 gennaio 1915 ad Avezzano e dintorni. Lo faccio per il legame che ho con la Marsica e per l’affetto che mi lega a San Luigi Guanella, per me sempre: Don Guanella. Don Guanella, come è stato ricordato in questi giorni, è stato un protagonista nell’opera di soccorso e assistenza ai sopravvissuti. Non tutti sanno però che si fece anche cronista. Si recò ad Avezzano il 18 gennaio, accompagnato dal parroco di San Giuseppe al Trionfale, don Aurelio Bacciarini. La…

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Quando facéste jo terramuto

Riporto una testimonianza relativa al Terremoto del 1915 così come resa da mio nonno qualche anno prima che morisse. Antonio, allora, era un bimbo corcumellano di circa sei anni. – IO: No’, raccóntame po’ quando facéste jo terramuto! Comme te nne sî accórto? E la ggente che facéste? – ANTONIO: I’ me llo recordo póco, pecché tenéa a mmala pena se’ anni;  so’ nato agli nòve de Luglio millenovecentonòve. Quando facéste jo terramuto era jo millennovecentoquìnnici, agli trìdici de Jennàro,  ‘mbaccia alle òtto la mmatina. C’ èmmo tutti revìgli: mamma èra ggià appiccato jo cotturo pe’ ccòce la pulénna… Eh, allora chi ji tenéa i biscótti e tutta…

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L’Imele

L’IMELE! Che cos’è Imele? Per chi non è del posto l’Imele è il fiume Imele. Più semplicemente è: “Jo fiumo”. Un fiume caro a chi lo ha vissuto e lo vive! Piccolo fiume. Tuttavia  ha visto e racconta, oltre la vita di tutti i giorni degli abitanti dei paesi che attraversa, anche grandi eventi. Sgorga gorgogliando dalle viscere di Tagliacozzo, ma  la sua via inizia prima. Nelle montagne del gruppo Midia  o in quelle di Verrecchie, paese e luoghi alla periferia della provincia de L’Aquila e della Marsica. L’Imele, secondo qualche storico,  segnava il confine fra gli Equi, riva nord e i Marsi, sponda sud.I…

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Evviva San Lorenzo!

La mietitura del grano era terminata e anche tutte le spighe erano state raccolte.   Ci si dedicava alla trebbiatura, accompagnata dalle immancabili dispute su chi avesse la precedenza, in un terreno nei pressi del paese adattato ad aia, vicino Collamico, o alle “oleca” o all’ara dejo Carpenito, o dejo Tricagno, o in altro luogo facilmente raggiungibile con le trebbie azionate dagli assordanti scoppi del trattore Landini. Appena trebbiato ognuno riponeva i bianchi sacchi di grano nella propria casa accarezzandoli con lo sguardo, perché rappresentavano buona parte della vita dell’anno avvenire e il compenso e l’orgoglio per le fatiche del…

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Jo puzzo “Ricernale”

Una grotta naturale sita sul monte Arunzo, profonda circa dodici metri e in passato sicuramente nota agli abitanti di Corcumello e Capistrello (molto meno agli attuali giovani locali). La sua notorietà presso gli anziani è assicurata dal fatto che a Corcumello ci si rivolgeva a chi mangiasse molto dicendo: “Si sprefonnàto comme jo Puzzo Ricernale!”. Per approfondire vedi qui Su ipotesi e significato del termine ‘Ricernale’ vedi qui.

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Seguito di “Le fémmone pe’ lla via”

Ogni riferimento a cose e persone è puramente casuale. Passa Nannina co’ ‘n’appanaturo ‘n capo. Rosina : da ‘ddó ne ve’ Nannì? Nannina : e.. che  ‘on lo vìdi? Marietta : eh… se véte sùbbito,… mo’ ci magnemo puri càe ciammellitto…Nannì pecché sta’ a preparà? Nannina : Addomà faccio cinquant’anni e tutte quéle cianchemóscie de cognàteme vôo fa’ ‘no renfrisco che ‘nfernisce mai pe’ ffa’ arruzza’ tutto jo Casarino. Rosina : Nannì… so ‘ntrasentìto caeccósa,… ma che ha succéso a jo furno? Nannina : saccio i’…è stato n’attimo, namentre (sic) stèmmo a caccia’ le pagnotte, Amalia de Zappacórta e Assunta la nasòna se so’ pijate pe’…

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Le fémmone pe’ lla via

Ogni riferimento a cose e persone è puramente casuale Personaggi: Rosina, Mariuccia, Marietta, Sofia, Nicolina, Nannina, Rosinella Rosina: zitta Mariu’…famme ascìte a sta scaletta, me fao male le còsse. Mariuccia: e che si stata a ffa’? Rosina: sarrào stati i peti ‘mbussi, l’atra sera stéa a lava’ i scenneratùri e a resciacqua’ le linzióla alla fontana. (Intanto passa Marietta) Rosina: ammàppate (sic) Marie’…pe ddu’ jummelle de farina de turco, fino a mo’ si stata alla mola? Ma che… ci stéa tanta ggente? Marietta:  ‘n te ci mette puri tu! Quela ciuétta de Giuannèlla s’è messa a ciuettà co’ quio gobbo de jo…

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Corcumello e i suoni per gli animali domestici

Da un mio post su facebook Inutile ricordare che ogni lingua codifica attraverso il proprio sistema fonetico i versi degli animali: se per un italiano il gatto solitamente fa “miao”, per un inglese fa “meeow”, per un tedesco “miau” e per un francese “miaou”, etc… (chi è interessato può consultare questo accurato studio dell’Università di Adelaide). A Corcumello? Ebbene per un corcumellano un gatto fa “gnàu” (che a volte oscilla, con altro accento, in “gnaù”). O almeno così mi è sembrato di intendere nella maggior parte dei casi. Soprattutto, in ogni società a base contadina – come quella corcumellana – si sviluppa una sorta di…

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Reloaded

Questa foto era già stata pubblicata diversi anni fa (quando non esisteva Facebook): ora ho deciso di riesumarla e di riproporla, perché manifesta chiaramente tutta la vitalità che Corcumello aveva nei primissimi anni del ‘900. Lo scatto dovrebbe essere avvenuto proprio nello spazio al di sotto della chiesa di S. Nicola (ai piedi della scalinata più corta): si tratta dejo scarparo Matte’ (il “ciabattino” Matteo – l’uomo seduto sulla destra con il grembiule da lavoro).

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Le terre del Sacramento

“Le Terre del Sacramento”, dal romanzo di Francesco Jovine, è uno sceneggiato televisivo che la RAI ha pubblicato nel 1970. Le riprese risalgono a qualche anno prima e vengono effettuate non solo nei dintorni della campagna corcumellana (“Fontanile delle Castagne” etc..), ma all’interno dello stesso borgo di Corcumello. Inoltre si intravedono volti di figuranti che ai non più giovanissimi risulteranno sicuramente noti.   Sceneggiatura: Massimo Felisatti – Fabio Pittorru Regia: Silverio Blasi Cast: Renato De Carmine – Paola Pitagora – Adalberto Maria Merli – Nino Taranto – Stefano Satta Flores – Maria Fiore – Guido Alberti – Fosco Giachetti –…

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A proposito di montoni, pecore e agnelli

Il nostro paese ha avuto da sempre una vocazione armentizia, ieri ancor più di oggi. Ma che ne sappiamo di pecore, agnelli e montoni? Sentite questa! ….” Secondo le costanti osservazioni di tutt’ i naturalisti, la gravidanza delle pecore dura per cento cinquanta giorni; gli antichi credevano , che l’ Autunno fosse il tempo più propizio al parto di quegli animali; perciò faceano seguire la loro unione co’ montoni fra i mesi di Maggio, e Giugno: ma i pastori concorsi in Dogana ( ovvero dediti alla transumanza – è la Dogana di Puglia ) non hanno sempre usata la stessa economia; gli…

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Perché si dice: “Una sola volta passò Carlo per Fucino!”

A seguito della battaglia di Tagliacozzo tra Corradino e Carlo D’Angiò, i soldati francesi, spavaldi per la vittoria, si dettero a violenze e saccheggi in tutte le contrade della Marsica. Distrussero un notevole patrimonio artistico non ultimo il convento benedettino di Santa Maria in Valle Porclaneta e forse anche il cenobio, sempre benedettino, di Colle San Pietro nei pressi di Corcumello. E’ in ricordo a tale violenza che nella Marsica, ancora oggi, si ripete: “ Una sola volta passò Carlo per Fucino”. Il detto vuole significare che non si possono tollerare eventuali soprusi più di una volta e negli ultimi tempi che…

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