Palmo, canna e coppa: unità di misura agrarie in un catasto del 1753

Interessanti informazioni relative ad antiche unità di misura sono contenute in una delle pagine che compongono un catasto di Corcumello datato al 1753 (Archivio Storico Comunale di Tagliacozzo, cat. V, cl. 6, v.18), dedicato a Carlo III Borbone (forse l’unico Borbone “illuminato”), redatto da Filippo Masci di Corcumello e convalidato dal notaio Antonio Martini di Scurcola Marsicana. Il catasto presenta un certo pregio artistico, perché Filippo Masci esorna le pagine con disegni di buona fattura, con sonetti e proverbi relativi alle attività agricole, composti sia nell’italiano dell’epoca sia in latino, e ispirati soprattutto al concetto aristotelico di arte che imita la…

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Assum est. Versa et Manduca!

Assum est, inquit, Versa et Manduca (Ambr. De Off. 1, 41, 207). Il 10 agosto del 258 d.C. veniva condannato a morte il diacono Lorenzo, che curava la parte amministrativa del Papa di allora, Sisto II. La condanna venne comminata dal Prefetto Cornelio Secolare, per volontà dell’imperatore Valeriano, il quale, a causa di difficoltà economiche sopraggiunte durante il suo pontificato, ordinò di requisire, oltre agli immobili, anche tutti i beni mobili della Chiesa. Lorenzo, però, all’atto della consegna, presentò al prefetto tutti quelli che egli considerava beni “mobili” della Chiesa: i poveri, i malati, le fanciulle, etc. Il prefetto si…

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Scripta manent

L’inaugurazione tenutasi lo scorso anno relativa al restauro della chiesa di S. Lorenzo ha indubbiamente riscosso un grande successo. L’eccezionalità dell’evento, infatti, ha doverosamente attirato la presenza di autorità sia laiche sia religiose, nonché – ma è scontato dirlo – di gran parte della popolazione, giustamente esaltata e spontaneamente felice nel vedere rimessa a nuovo la chiesa dedicata al patrono del proprio paese. Già, perché da molto tempo l’edificio – che, lo voglio ricordare, nasce a Corcumello come luogo di culto non destinato al pubblico, ma soltanto alle celebrazioni private della famiglia Vetoli – giaceva in uno stato di quasi abbandono. Così, in parte per…

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“Relatione” della visita del Principe di Corcumello

Il testo viene pubblicato così come inviato dall’autore del post. Un testo a quanto pare di letteratura “goliardica” – in particolare, questa versione appare “fortemente” rimaneggiata per fini umoristici – nato dall’interesse dei circoli artistici della Roma di fine Ottocento, impegnati tra le altre cose in rievocazioni ed elaborazioni storiche di mascherate carnevalesche, come la “Relatione di tutto l’occorso nella visita fatta da Sua Signoria Illustrissima Messere il Principe  di Corcumello e  Boccadoro ai suoi alti, bassi & mezzani Possedimenti“. Roma 1880. Gonnella Baruch, Relatione del Principe di Corcumello ai suoi dominii, Roma 1880 (tip. Forzani)

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Un secondo esperimento di traduzione

L’idea mi è stata suggerita da un amico di Corcumello (di cui non svelo il nome): tentare una traduzione in corcumellano della famosa favola di Fedro (che a sua volta riprende ed elabora Esopo) de Il Lupo e L’agnello. Latino  Italiano  Corcumellano  Ad rivum eundem lupus et agnus venerant siti compulsi; superior stabat lupus  longeque inferior agnus. Tunc fauce improba  latro incitatus iurgii causam intulit.  Cur, inquit, turbulentam fecisti mihi  Aquam bibenti? Laniger contra timens:  Qui possum, quaeso, facere, quod quereris, lupe?  A te decurrit ad meos haustus liquor.  Repulsus ille veritatis viribus:  Ante hos sex menses male, ait, dixisti…

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Alba Fucens – Rai Storia

(Se non vedi il video vai direttamente sul sito Rai) La didascalia del sito Rai riportata in calce al video dice: “Fondata nel quarto secolo a.C , “in excelso locata saxo”, come ricorda Strabone,  Alba Fucens è uno dei più antichi centri della colonizzazione latina. Rimasta sepolta per tanti secoli a mille metri d’altezza, sotto il gruppo montuoso del Velino, la città di Alba è stata riscoperta nel 1949 attraverso una campagna di scavi promossa in Abruzzo dagli archeologi belgi e durata trent’anni. Dotata di mura possenti che impressionarono i viaggiatori del passato, Roma confinò ad Alba Fucens i prigionieri…

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Amarcord

Pubblico una foto scattata una ventina di anni fa (’96) in un Collamico ancora morfologicamente poco definito, a casa di Massimo, in quel momento oltremodo irrequieto perché reso infermo da una frattura capitatagli alla gamba destra. Tre amici e tre diverse personalità. Gino, da sotto il tavolo, cerca di infastidirlo, come si fa tra ragazzi, insultandolo amichevolmente e cercando di farlo urlare a forza di pizzicate. Ed io che lì per lì mi vergogno un po’, perché la cosa non era stata annunciata: non avevamo avvisato nessuno dei familiari che saremmo scesi da Corcumello per andarlo a trovare. Ma a Corcumello si…

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Schizzo, Scarzella e il sole che balla

Come fosse nata e diffusasi nei secoli a Corcumello quella storia o leggenda, come la si voglia chiamare, del sole che il giorno di San Giovanni Battista, 24 giugno, appena sorto all’alba si metta a danzare come un ballerino nel cielo, Dio solo lo sa. Nessuno ad oggi è in grado di ricordare. Nemmeno quel brav’uomo di Scarzella, che si era vantato di aver assistito anni prima al grandioso fenomeno. Nemmeno lui poi era in grado di spiegare che cosa c’entrasse Giovanni Battista con il sole che si dà alla danza. Giovanni predicava e battezzava nelle acque del fiume Giordano…

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Corcumello e il corpo umano

Riporto tutti i vocaboli relativi al corpo umano recensiti dagli iscritti al gruppo di Facebook “Il dialetto di Corcumello“. – anca: anga (plur. anghi) – ano: cujo – bacino: ósso cuìno – bile: fèlo – bocca: ‘occa – braccio: ‘raccio (plur. ‘raccia) – budella: ‘otèlla – calcagno: calecàgno – cervice: j’ósso de jo cójo – capello: capìglio – capezzolo : pizzo della sésa, o della rina (vedi “mammella”) – caviglia: caviglia, jo cojo ‘e jo peto – cervello: cerevéglio, plur. le cerevèlla – ciglia: pennazze – collo: cóglio – costole: costàto (costola: costàta) – cuore: còro – dente: dènto –…

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Un santo nella Marsica terremotata: S. Luigi Guanella

Approfitto dello spazio offerto da “Corcumello Village” per un ricordo, da un punto di vista un pò diverso, del devastante terremoto del 13 gennaio 1915 ad Avezzano e dintorni. Lo faccio per il legame che ho con la Marsica e per l’affetto che mi lega a San Luigi Guanella, per me sempre: Don Guanella. Don Guanella, come è stato ricordato in questi giorni, è stato un protagonista nell’opera di soccorso e assistenza ai sopravvissuti. Non tutti sanno però che si fece anche cronista. Si recò ad Avezzano il 18 gennaio, accompagnato dal parroco di San Giuseppe al Trionfale, don Aurelio Bacciarini. La…

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Quando facéste jo terramuto

Riporto una testimonianza relativa al Terremoto del 1915 così come resa da mio nonno qualche anno prima che morisse. Antonio, allora, era un bimbo corcumellano di circa sei anni. – IO: No’, raccóntame po’ quando facéste jo terramuto! Comme te nne sî accórto? E la ggente che facéste? – ANTONIO: I’ me llo recordo póco, pecché tenéa a mmala pena se’ anni;  so’ nato agli nòve de Luglio millenovecentonòve. Quando facéste jo terramuto era jo millennovecentoquìnnici, agli trìdici de Jennàro,  ‘mbaccia alle òtto la mmatina. C’ èmmo tutti revìgli: mamma èra ggià appiccato jo cotturo pe’ ccòce la pulénna… Eh, allora chi ji tenéa i biscótti e tutta…

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La vergógna de Veglìno

La vergógna de Veglino La sera, mentre la luce fa jo pósto all’appacìno, m’appójo ‘no póco a ‘na prèta pe’ remira’ Veglìno: jo Sòlo, che d’Autunno è fiacco e mùscio, de’ sguìngio j’alliscia piano e jo fa rùscio e puri se jo témpo de ’sta scèna dura póco, jo fa paré ‘no férro recacciato daglio fóco. J’ómmini che vìdono Veglìno a ‘sta manèra sùbbito se recòrdano j’ammóro della séra: a quisti ci affiacchìsce l’alema pe’ ddéntro, ci rempèttera la faccia, rellucènne contro. Ma ci stao j’atri che non j’aòcchiano pe’ gnènte, pecché ‘on sào veté ppiù sópri della ggènte: se…

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