Riflessioni di Settimio nel gelo

…all’amica Nadia di Segni, che sola crede che io debba continuare a scrivere… Un mio zio, dal parlare fluido e colorito, inframezzato da imprecazioni e a volte da bestemmie, che non sembravano tali, tanto gli venivano spontanee, mi raccontava spesso, pensando di non averlo mai fatto prima, una storia, che ebbe come protagonisti un suo cugino, che chiamerò Settimio, e don Alessandro Vetoli. Il sottoscritto, data la sua tenera età all’epoca del racconto, si scusa per non essere riuscito a capire dove finiva la verità e dove iniziava l’invenzione. C’è voluto non poco impegno per ricostruire l’avventura di Settimio alle…

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In attesa della Pasqua

Puntuali anche quell’anno erano tornati i Missionari. Li chiamarono “quelli con il cuore di legno”. Erano i religiosi Passionisti, che portavano, appeso alla tonaca nera, un cuore, scolpito probabilmente nel legno, trafitto da una corona di spine e sormontato dalla croce, per non scordare gli strumenti di sofferenza e di morte con cui Cristo aveva redento gli uomini. Tuttavia, nonostante i segni di sofferenza in bella vista sul loro petto, i missionari dimostravano di essere persone allegre e ottimiste, portatrici di cariche positive, che servivano di consolazione ai credenti e risvegliavano nei più disincantati e scettici, almeno per un certo…

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La “panetta” di San Nicola

La vita quotidiana di Corcumello -ma lo stesso è probabile che possa dirsi di quasi tutti i paesi a prevalente cultura pastorale e contadina- era permeata da un profondo senso di sacralità e religiosità. Sacra la vita, dono di Dio, sacra la terra, francescanamente nostra buona madre, perché  dà e  alimenta la vita. Ad essa era dedicata grande cura, dimostrata giorno dopo giorno col sudore versato dai suoi figli per lavorarla e per averne  sostentamento. Accarezzata con la zappa o penetrata con la vanga o lacerata dall’aratro, ogni contadino  sapeva come trattarla senza provocarle danni. Sacro era il pane. Era…

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Il Quarantotto (e dintorni) di Corcumello

C’è un anno che è diventato sinonimo di casino per alcuni, per altri invece inizio di nuovo ordine politico e sociale. E’ il Quarantotto. Il 1848, per la precisione, anno in cui fremiti di libertà, indipendenza e conseguenti tumulti attraversarono mezza Europa, Italia compresa. Da quell’anno infatti, nonostante tutto, gli italiani, per restare a noi, o quelli che, secondo le aspettative dei padri della patria, erano candidati a diventare tali, incominciarono a parlare con più insistenza dell’Italia unita, sognando e progettando una patria comune per tutti gli abitanti dello stivale, “dalle Alpi al Lilibeo”, secondo il verso poetico di Manzoni, e…

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Giochi innocenti per bambini…

…No, non eravamo deficienti. Tutt’altro! Non eravamo nemmeno inventori. Secondo le circostanze e il tempo libero, semplicemente costruivamo i nostri giochi da soli o con l’aiuto dei grandi, seguendo gesti antichi, di un mondo quasi immobile rispetto alla frenesia di oggi. Premessa: questo non vuole essere un elenco di giochi per noi che li abbiamo fatti, ma un racconto, nemmeno esaustivo, per far conoscere come ci si divertiva allora. In illo tempore … e lo è quasi, visti gli anni trascorsi e soprattutto i cambiamenti avvenuti. Non vuole essere nemmeno un paragone con i giochi con cui ci si diverte…

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Balaustra

Forse per dare l’impressione di minore distacco, anche visivamente, fra il sacerdote e il popolo di Dio, durante le celebrazioni religiose, il Concilio Vaticano II decise che il celebrante non mostrasse più le spalle ai fedeli, ma il suo volto. Lodevole iniziativa, naturalmente, ma che produsse qualche “inconveniente”. Nelle chiese si dovettero allestire nuovi altari o modificare lo spazio delle chiese riservato ai celebranti. La chiesa Madre di Corcumello, come ancora viene identificata la chiesa parrocchiale, dedicata a S. Nicola, fu privata della sua bella e storica balaustra, scolpita in pietra, posta su un piano rialzato rispetto alla navata riservata…

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Un documento dimenticato

Ho postato questo pezzo su facebook, ma penso che il suo luogo giusto sia sul sito di Corcumello: “Corcumello Village”, sul quale lo ripropongo, con qualche precisazione, nella speranza che sia di utilità al nostro paese. Corcumello, pur essendo un piccolo paese, ha molti reperti storici e culturali rappresentati da opere murarie, sculture, scritte su pietra e altro. Una scritta mi ha sempre incuriosito, forse perché l’avevo e l’ho ancora sotto mano, per così dire, ma anche perché non mi risulta che sia stata mai citata. Una scritta dimenticata quella scolpita sull’architrave di una porta secondaria che presumibilmente nei tempi…

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Schizzo, Scarzella e il sole che balla

Come fosse nata e diffusasi nei secoli a Corcumello quella storia o leggenda, come la si voglia chiamare, del sole che il giorno di San Giovanni Battista, 24 giugno, appena sorto all’alba si metta a danzare come un ballerino nel cielo, Dio solo lo sa. Nessuno ad oggi è in grado di ricordare. Nemmeno quel brav’uomo di Scarzella, che si era vantato di aver assistito anni prima al grandioso fenomeno. Nemmeno lui poi era in grado di spiegare che cosa c’entrasse Giovanni Battista con il sole che si dà alla danza. Giovanni predicava e battezzava nelle acque del fiume Giordano…

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Un santo nella Marsica terremotata: S. Luigi Guanella

Approfitto dello spazio offerto da “Corcumello Village” per un ricordo, da un punto di vista un pò diverso, del devastante terremoto del 13 gennaio 1915 ad Avezzano e dintorni. Lo faccio per il legame che ho con la Marsica e per l’affetto che mi lega a San Luigi Guanella, per me sempre: Don Guanella. Don Guanella, come è stato ricordato in questi giorni, è stato un protagonista nell’opera di soccorso e assistenza ai sopravvissuti. Non tutti sanno però che si fece anche cronista. Si recò ad Avezzano il 18 gennaio, accompagnato dal parroco di San Giuseppe al Trionfale, don Aurelio Bacciarini. La…

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L’Imele

L’IMELE! Che cos’è Imele? Per chi non è del posto l’Imele è il fiume Imele. Più semplicemente è: “Jo fiumo”. Un fiume caro a chi lo ha vissuto e lo vive! Piccolo fiume. Tuttavia  ha visto e racconta, oltre la vita di tutti i giorni degli abitanti dei paesi che attraversa, anche grandi eventi. Sgorga gorgogliando dalle viscere di Tagliacozzo, ma  la sua via inizia prima. Nelle montagne del gruppo Midia  o in quelle di Verrecchie, paese e luoghi alla periferia della provincia de L’Aquila e della Marsica. L’Imele, secondo qualche storico,  segnava il confine fra gli Equi, riva nord e i Marsi, sponda sud.I…

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Evviva San Lorenzo!

La mietitura del grano era terminata e anche tutte le spighe erano state raccolte.   Ci si dedicava alla trebbiatura, accompagnata dalle immancabili dispute su chi avesse la precedenza, in un terreno nei pressi del paese adattato ad aia, vicino Collamico, o alle “oleca” o all’ara dejo Carpenito, o dejo Tricagno, o in altro luogo facilmente raggiungibile con le trebbie azionate dagli assordanti scoppi del trattore Landini. Appena trebbiato ognuno riponeva i bianchi sacchi di grano nella propria casa accarezzandoli con lo sguardo, perché rappresentavano buona parte della vita dell’anno avvenire e il compenso e l’orgoglio per le fatiche del…

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