Le feste corcumellane negli anni ’30

Pubblico alcune foto relative ai festeggiamenti dei Santi Lorenzo e Antonio, nonché delle ‘Madonne’, datate tra l’Agosto e il Settembre del 1932. Le foto appartengono ad una persona di Corcumello che ha deliberatamente deciso di rimanere nell’anonimato. Pur non comprendendo appieno i motivi della sua scelta, che rispetto, sono ad ogni modo grato a questa persona e la ringrazio per avermi concesso la visione, la riproduzione digitale e la pubblicazione di tali immagini, che indubbiamente, oggi, costituiscono una vera e propria rarità. Da quanto indicatomi, non tutte le foto si riferirebbero al 10 Agosto (festa di S. Lorenzo e S.…

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Terzo esperimento di traduzione – Marziale 12,7

Un altro esperimento di traduzione. Stavolta attingo a Marco Valerio Marziale (noto epigrammista latino vissuto nel I secolo d.C. e morto agli inizi del II). Ho scelto un epigramma a mio avviso molto divertente (a tratti quasi imbarazzante), che irride la pietas del povero ‘cliente’ Etone. Un episodio che l’autore – come al suo solito – presenta esaltandone gli aspetti comico-satirici, con uno spaccato di vita della Roma imperiale decisamente realistico. Multis dum precibus Iovem salutat Stans summos resupinus usque in ungues Aethon in Capitolio pepedit. Riserunt homines, sed ipse divom Offensus genitor, trinoctiali Adfecit domicenio clientem. Post hoc flagitium…

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L’affresco della chiesa di S. Lorenzo

Sulla chiesa di S. Lorenzo di Corcumello  le notizie che abbiamo mi paiono scarse e in alcuni casi piuttosto approssimative. Di solito viene “snobbata” dagli studiosi, perché alcune parti dell’interno sono considerate un po’ pacchiane, con decorazioni giudicate sovraccariche e piuttosto stucchevoli. Però, una cosa assai pregevole (forse l’unica ad essere rimasta originale), mi sembra ciò che rimane dell’affresco absidale di epoca rinascimentale (?) raffigurante il martirio di S. Lorenzo. Sulla destra, in mezzo a un gruppo di persone, forse si riesce ancora a scorgere proprio il volto del santo mentre sta per essere accompagnato al martirio. Sulla sinistra altri…

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L’antica ‘mola’

Ruderi dell’antica “Mola” ad acqua di Corcumello, una volta alimentata dalla corrente del fiume Imele. Il mulino ad acqua, specialmente durante l’alto medioevo, rappresentava una delle strutture più importanti per la vita locale e divenne elemento indispensabile soprattutto a partire dall’epoca in cui i vari centri assunsero un assetto socio-economico di stampo curtense. I resti di questo antico mulino si trovano in quella località che i corcumellani attualmente chiamano ‘il ponte vecchio’ (distinguendola in tal modo dall’altra, ‘il ponte nuovo’, più nota perché facilmente raggiungibile per chi si dirige verso Scurcola Marsicana passando attraverso i Piani Palentini). Ciò che rimane…

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Corcumello Old Time

Foto di Corcumello databile agli anni Sessanta. Rispetto ad oggi appare ben più visibile il nucleo urbano originario intorno al Castello e, in generale, il complesso abitativo formatosi nella fase di incastellamento sembra più definito. La Chiesa di S. Lorenzo risulta effettivamente molto distaccata e distante dall’abitato, per l’appunto fuori da quelle mura di cinta (extra moenia), il cui tracciato rimane senza dubbio più facile da individuare. Anche la notevole struttura presente nella parte più alta del borgo – che si ipotizza essere un’antica chiesa di S. Giovanni – presenta ancora una facciata in pietra integra e uniforme. Peccato che la…

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Jo vécchio, jo varzitto e l’asenétta

          Rielaborazione dialettale di un’antica fiaba persiana ‘Na ‘ota, ‘no vécchio che abbitéa a ‘no paesìtto e se lla passéa male, ‘oléste ji’ a vénne ‘no póco de cacio alla città pe’ fa’ càe ssórdo. Siccome però tocchéa ji co’ ‘n’asenétta e la via era lónga, decidéste de portàrese puri jo nepóte, ‘no varzìtto de sett’ ott’ anni, coscì tenéa la combagnìa durante jo viàjo. Jo vécchio, allora, facéste sàlle jo varzitto ‘ncima all’asenétta e, reggènne la capézza, se ‘ncamminéste a ppète. Mo’, cómme arrivìstoro ajo primo paéso, jo vécchio sentéste dìce dalla ggènte: – Aocchiéte…

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La mappa dell’Abruzzo Ulteriore di Natale Bonifacio

Un documento che rappresenta piuttosto bene il grado di conoscenza che si aveva della geografia abruzzese verso la fine del ‘500. Una stampa datata al 1587 (presso l’editore Nicolas Van Aelst) di una mappa dell’Abruzzo Ulteriore e che riporta, quindi, anche località relative alla Marsica. A quanto pare, la mappa viene stampata a partire da una precedente e identica rappresentazione geografica dell’Abruzzo Ulteriore intagliata su tavola (quello che oggi chiameremmo un “plastico”), dunque realizzata a tre dimensioni. L’artista, sia della tavola sia della stampa, è un personaggio di origine croata, Natale Bonifacio da Sebenìco, gravitante intorno alla corte dei papi…

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Corcumello e la geografia marsicana ai tempi del Febonio

Guardando la carta topografica della Dioecesis Marsorum (Diocesi dei Marsi) allegata alla Storia dei Marsi di Muzio Febonio (M. Febonio, Historiae Marsorum libri tres una cum eorundem Episcoporum catalogo, Neapolis 1678) si ha subito l’impressione che qualcosa non quadri. Chiunque abbia familiarità con la geografia marsicana nota che il Fucino è per così dire rovesciato e che, di conseguenza, è piuttosto difficoltoso trovare ciò che oggi in qualsiasi cartina geografica verrebbe individuato in pochi istanti. L’orientamento spaziale di chi consulta la carta della Dioecesis Marsorum, infatti, è pressoché opposto a quello standard utilizzato nelle moderne mappe. Se si prende come riferimento il lago Fucino, appare subito chiaro che le direttrici Ovest-Est e Nord-Sud…

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Il vecchio bar e… la Genesi

Non avevo mai notato l’iscrizione posta sulla porta principale di quello che una volta era il bar del nostro compianto Flavio Leone (per tutti i corcumellani Zi’ Fraviùccio). Credo che anche questo documento, così come l’altro situato nella chiesa di S. Antonio e riproposto poco tempo fa da Ettore Ruggeri, non sia stato mai recensito. Forse anche perché giace quasi occultato, tra uno stemma un po’ logoro della famiglia De Pontibus e una bella ma polverosa lampada che ricorda vagamente il gusto Liberty. Ho deciso dunque di provare a decifrarlo. Mi sembra che l’iscrizione possa essere inquadrabile nelle cosiddette capitali epigrafiche umanistiche, che si diffondono in Italia già nella prima metà del XV…

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Questo “benedetto” latinorum

La celebrazione delle primissime liturgie cristiane, ancora destrutturate e quasi esclusivamente incentrate sul rito dell’eucaristia, inizialmente veniva svolta nella lingua parlata nella Galilea dell’epoca, ovvero in un aramaico intriso di termini ebraici. Se è vero però che questo fu l’idioma di una iniziale propagazione del Cristianesimo, è altrettanto vero che nel corso dei secoli esso non contribuì ad una diffusione universale della nuova dottrina. E ciò, ovviamente, anche per motivi ideologico-propagandistici. È noto infatti che a veicolare in Oriente la fede cristiana nei primi secoli fu soprattutto la lingua greca, quella della koiné in cui è stato scritto – per…

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Corcumello e il mare

Simbolica foto della metà degli anni ’60 che mi ha colpito molto, perché presenta una scena a dir poco surreale, quasi onirica: montanari (corcumellani in gita) a ridosso di un’imbarcazione ormeggiata nel golfo di Napoli.  E pensare che anche tra quei partecipanti, a quell’epoca, ci poteva essere chi non aveva ancora mai visto il mare… Fino alla metà degli anni ’50 per i corcumellani il mare evocava senza dubbio una dimensione aliena, un contesto geografico estraneo oltre che remoto.  Per un villaggio a vocazione agricolo-armentizia, abituato a vedersi circondato da montagne, abitato da una popolazione per lo più stanziale con un’economia…

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Palmo, canna e coppa: unità di misura agrarie in un catasto del 1753

Interessanti informazioni relative ad antiche unità di misura sono contenute in una delle pagine che compongono un catasto di Corcumello datato al 1753 (Archivio Storico Comunale di Tagliacozzo, cat. V, cl. 6, v.18), dedicato a Carlo III Borbone (forse l’unico Borbone “illuminato”), redatto da Filippo Masci di Corcumello e convalidato dal notaio Antonio Martini di Scurcola Marsicana. Il catasto presenta un certo pregio artistico, perché Filippo Masci esorna le pagine con disegni di buona fattura, con sonetti e proverbi relativi alle attività agricole, composti sia nell’italiano dell’epoca sia in latino, e ispirati soprattutto al concetto aristotelico di arte che imita la…

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