La mappa dell’Abruzzo Ulteriore di Natale Bonifacio

Un documento che rappresenta piuttosto bene il grado di conoscenza che si aveva della geografia abruzzese verso la fine del ‘500. Una stampa datata al 1587 (presso l’editore Nicolas Van Aelst) di una mappa dell’Abruzzo Ulteriore e che riporta, quindi, anche località relative alla Marsica. A quanto pare, la mappa viene stampata a partire da una precedente e identica rappresentazione geografica dell’Abruzzo Ulteriore intagliata su tavola (quello che oggi chiameremmo un “plastico”), dunque realizzata a tre dimensioni. L’artista, sia della tavola sia della stampa, è un personaggio di origine croata, Natale Bonifacio da Sebenìco, gravitante intorno alla corte dei papi Gregorio XIII e Sisto V, famoso per le sue incisioni e xilografie, nonché per essere stato uno dei personaggi più importanti della Congregazione di S. Girolamo degli Illirici (la cui chiesa si trova Lungotevere, praticamente accanto al monumento dell’Ara Pacis). Nella parte destra della mappa è stata stampata la dedica dell’autore al Marchese Federico Cesi. La dedica è importante, poiché nello specifico riporta informazioni relative alle difficoltà incontrate dall’autore nel realizzare l’opera. Natale Bonificio infatti, rivolgendosi direttamente al marchese, dichiara: è stata intagliata da me con molta mia fatica, et lunga investigatione, alla quale aggiungono molti le terre intorno al lago di Celano. E poi aggiunge la spiegazione di eventuali errori di rappresentazione scalare: Né si meravigli s’alle volte messa non le riuscisse giusta la scala delle miglia, perché il paese ch’è montuoso assai fa la linea curva, ch’è molto più della retta, et non si può mostrar così facilmente nella superficie d’una Tavola ch’è piana. Nonostante tutto egli riconosce tuttavia che tra le Geografie stampate questa è la più accurata e che, in sostanza, anche là dove vi siano delle omissioni, queste sono dipese da una cattiva sorte dell’autore, più che da una sua negligenza: Assicuro bene Vostra Signoria Illustrissima che tra le Geografie stampate questa è la più osservata di gran lunga e se si è lasciata alcuna terra che non si crede, ne darà colpa alla mia bassa fortuna, non già alla buona volontà c’ho di sodisfare a tutti.

Particolare della mappa relativo alla zona della Marsica e a parte dell’Aquilano:

Senza nulla togliere all’importanza e all’originalità dell’opera, la raffigurazione di questa carta del ‘500 è indubbiamente lontana dal grado di accuratezza che si riscontra nelle carte prodotte già nel secolo successivo. Siamo evidentemente in un’epoca in cui si procede ancora con tecniche approssimative e probabilmente con una notevole scarsezza di informazioni geografiche. In particolare, molte delle località marsicane sembrano non rispecchiare il rapporto delle distanze tra loro e soprattutto non paiono correttamente dislocate nello spazio geografico: il toponimo di Verrecchio ad esempio viene posto fuori dall’orientamento reale rispetto non solo a Curcumello, ma anche a Petrella (Liri). Così come il borgo di Santa Maria (Sante Marie) viene erroneamente disegnato tra Villa (Villa S. Sebastiano) e Tagliacozzo. In sostanza, tutta la parte relativa alla Marsica presenta notevoli errori. Del resto, che le informazioni geografiche del luogo fossero scarse lo si evince anche dal numero piuttosto significativo dei disegni che rappresentano i rilievi (monti, luoghi collinari, etc…), raffigurati senza nome. Non è forse un caso che tra queste omissioni vada considerata anche quella di Capistrello, centro all’epoca già relativamente importante, di cui – a quanto pare – nella mappa non sembra esservi traccia.

Mappa intera:

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