Balaustra

Forse per dare l’impressione di minore distacco, anche visivamente, fra il sacerdote e il popolo di Dio, durante le celebrazioni religiose, il Concilio Vaticano II decise che il celebrante non mostrasse più le spalle ai fedeli, ma il suo volto. Lodevole iniziativa, naturalmente, ma che produsse qualche “inconveniente”. Nelle chiese si dovettero allestire nuovi altari o modificare lo spazio delle chiese riservato ai celebranti.

Versione 2La chiesa Madre di Corcumello, come ancora viene identificata la chiesa parrocchiale, dedicata a S. Nicola, fu privata della sua bella e storica balaustra, scolpita in pietra, posta su un piano rialzato rispetto alla navata riservata ai fedeli a significare la condizione adorante e supplicante dei devoti di fronte alla maestà di Dio e del mistero del sacrificio di Cristo sul Golgota.La sua costruzione risale al 1200 ed è arricchita nella colonnina centrale, più grande delle altre, dallo stemma del giovanissimo e sfortunato imperatore Corradino di Svevia, sconfitto da Carlo d’Angiò nella battaglia cosiddetta di Tagliacozzo il 23 agosto dell’anno 1268. Attualmente la balaustra è murata come una pietra qualsiasi, nella parete di fondo, sulla destra, entrando nella chiesa di Sant’Antonio all’inizio del paese. Davvero una brutta fine per un pezzo di storia paesana e non solo. Perciò auspico che chi ha il potere di farlo, si faccia venire anche la voglia e trovi le risorse per rimettere al suo posto la balaustra, tenendo anche conto che la chiesa è stata depauperata di un’altra opera d’arte: la Madonna Nera per i corcumellani, la Pala lignea della Madonna delle Grazie, risalente anch’essa a qualche secolo fa, milletrecento, e rubata non si è mai saputo da chi. Si vorrebbe sperare che, strada facendo, si riesca a capire qualcosa di più anche di quella brutta storia, magari con l’aiuto di volenterosi paesani. Per quello che posso seguirò con impegno e piacere le vicende. E auspico che si crei un movimento di volontari che si prendano a cuore l’onere e l’onore dell’opera. L’impresa non è per nulla facile, lo so. A provarci ci si può rimettere un po’ di tempo e andare incontro a qualche inevitabile arrabbiatura ma l’eventuale riuscita sarebbe altamente meritoria e ripagherebbe per ogni fatica sopportata.

Chi è d’accordo condivida. Soprattutto i paesani.

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